Percarlo 1998 - Tra i grandi Sangiovese I.G.T. figli del Chianti Classico!

Il primo da menzionare è senza ombra di dubbio Le pergole Torte, forse il più famoso, forse il più buono, forse il primo che ho conosciuto. Sicuramente merita di essere citato tra questi grandi I.G.T. della zona del Chianti Classico l’Anfiteatro, ennesimo Sangiovese in purezza dove il territorio, il vitigno, l’eleganza e la straordinaria longevità lo rendono indimenticabile. Ecco, se dovessi paragonare o far comprendere com’è il Percarlo, lo farei menzionando le due bottiglie sopra citate…

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Vin Santo Occhio di Pernice 1997 - Avignonesi. Un’esperienza gusto-olfattiva unica!

Foto del 28/12/11

Ottenuto esclusivamente da uve selezionate di Prugnolo Gentile, (Sangiovese) appassite per circa sei mesi in un unico locale appositamente attrezzato.

Foto di una mia recente visita in azienda.

Dopo la pigiatura e successiva decantazione naurale, il mosto viene immesso direttamente in piccoli caratelli da 50 L. Qui fermenta, sosta ed evolve per ben dieci anni.

imageFoto di una mia recente visita in azienda.

Nessun controllo, nessun intervento, nessuna analisi. Il locale d’invecchiamento è un grande sottotetto esposto a luce, caldo d’estate e freddo d’inverno. Ossidazioni, sbalzi termici ed una sapiente attesa, queste sono le caratteristiche principali per l’invecchiamento dell’Occhio di Pernice di Avignonesi.

Foto del 28/12/11

Per esaltarne i profumi è consigliabile servirlo (ne basta poco, davvero poco) in un grande bicchiere da Cognac.

Di color mogano antico, ha riflessi nobili e consistenza sciropposa. È una “bomba” di profumi, sensazioni mature, evolute, caramellate, antiche, ma nello stesso tempo dona fresca eleganza e pulizia. Sempre in evoluzione, intensità e consistenza girano a livelli massimi. L’assaggio è il ricordo di una calda e cremosa sensazione di rotondità ed equilibrio tra le parti, mai stucchevole, né pesante. Si ritrovano tutte le sensazioni olfattive stampate in bocca, che deglutendo persuadono e persistono per minuti e minuti ancora.

Un’esperienza gusto-olfattiva quasi unica nel suo genere, certamente cara, ma alla quale un vero appassionato non può sottrarsi.

♥♥♥♥♥

Con il ricordo di questa grande bottiglia auguro un felice DUEMILADODICI  a tutti!

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 1997 - Poderi Sanguineto

 Ormai è di nostra consuetudine, nelle serate giuste, avere sul tavolo alcune bottiglie coperte. È interessante e didattico ragionare, cercar di arrivare al vitigno, all’annata o alla regione, ma soprattutto farsi EMOZIONARE da quella bottiglia senza aver d’innanzi l’etichetta a darti condizioni.

L’annata la sapevamo, 1997. Apriamo la bottiglia e la versiamo direttamente nel calice. Inizialmente una certa balsamicità ed alcuni richiami ci portavano a pensare al Nebbiolo. Poi cambia leggermente e qualcuno dice: "Se non è Nebbiolo è suo cugino, il Sangiovese". Un continuo vortice di ricordi di uno e dell’altro vitigno (impressionante quanto si possano assomigliare queste due grandi realtà andando in vecchiaia). Elegante, di grande bevibilità e nello stesso tempo ancora e più che mai vivo. Finalmente si apre e si fa riconoscere, qui c’è Sangiovese, ops, Prugnolo gentile. Qui c’è la Toscana che mi piace.

Inutile andare oltre, scopriamo la bottiglia e sbalorditi esultiamo: È il Nobile Riserva 1997 di Poderi Sanguineto! Un vino fantastico, magari non della struttura del Barolo o di un grande Brunello, ma un vino altrettanto importante, elegante, territoriale, beva e profumi nobili, insomma una bottiglia che mi ha dato le EMOZIONI che da tempo stavo ricercano.

Ricordo ancora nel finale un sentore netto di bastone di liquirizia. Ricordo le parole di Dora che all’ultima visita ci disse che il suo Montepulciano regala il meglio quando si sente proprio questo sentore. Semplicemente grazie Dora.

Le Pergole 88. Anche se in fase di declino resta un Sangiovese tra i migliori in Toscana.
(Taken with instagram)

Le Pergole 88. Anche se in fase di declino resta un Sangiovese tra i migliori in Toscana.

(Taken with instagram)

Sangiovese di Romagna Riserva 2007 Vigna del Generale - Fattoria Casetto dei Mandorli

  • Produttore: Fattoria Casetto Dei Mandorli
  • Vino: Predappio di Predappio - Vigna del Generale
  • Denominazione: Sangiovese di Romagna Riserva
  • Vitigno: Sangiovese
  • Annata: 2007
  • Tit. Alcolometrico: 14,5% vol.
  • Prezzo: > 20 €
  • Url: www.vini-nicolucci.it

L’Az. Ag. Fattoria Casetto dei Mandorli nasce alla fine dell’800 e si trova nel piccolo borgo medievale di Predappio alta. Tra le colline tipicamente storiche e da sempre vocate alla coltivazione del Sangiovese in Romagna. Piccola realtà a conduzione familiare, ora viene guidata dal papà Giuseppe e dal figlio Alessandro Nicolucci.L'INSEGNA DELLA CANTINA

Ad accoglierci in cantina troviamo proprio Giuseppe Nicolucci, persona cordiale che con gentilezza e passione ci ha intrattenuto parlandoci ampiamente del suo Sangiovese, della sua vita, dei suoi viaggi e delle sue esperienze. Poi da vero romagnolo purosangue, anche delle sue giovani avventure!

Ora, dopo circa un anno dalla visita e dagli assaggi in cantina, vado a “ritastare” il suo Sangiovese di Romagna riserva 2007 “Vigna del Generale”, ottenuto da Sangiovese in purezza, affinato 2 anni in botti da 30hl e successivi 3 mesi in barrique.

Didascalico. Rosso rubino netto, impenetrabile, di massa compatta, che va leggermente a stemperarsi in unghia.

Al naso è un’esplosione di frutta in confettura, affiancata dai profumi del sottobosco, vegetale e speziato, risulta mai pesante né marmellatoso. Vino che evolve e regale sensazioni eteree di cioccolato e china, seguite da un sentore netto di violetta, che ritroveremo nitido in bocca. Lasciarlo nel bicchiere è semplicemente un piacere.

L’assaggio è caldo e deciso, con tannino vibrante e dall’ottima spalla acida. Questa severità viene mitigata dal frutto che gli dona equilibrio, di grande corrispondenza olfattiva. Chiude lungo, balsamico e mentolato.

Mi aspetto grande evoluzione da questa bottiglia, Sangiovese di Romagna da podio perché è elegante, perché ha pulizia, per il suo bagaglio olfattivo, perché il legno non prevale, perché non ha alcool e tannini disarmonici. Insomma se volete innamorarvi del Sangiovese romagnolo questa è l’etichetta giusta.

♥♥♥♥♡

Interessante e simpatico il punto di vista di Wine Surf sul Sangiovese di Romagna. La strada sembra quella giusta, tuttavia l’alcol ed il legno sono ancora da dosare al meglio.
Condivido in pieno la loro opinione.

ANFITEATRO 1997 - L’eleganza del Sangiovese

  • Produttore: Vecchie Terre di Montefili
  • Vino: Anfiteatro
  • Denominazione: Colline della Toscana igt
  • Vitigno: Sangiovese 100%
  • Annata: 1997
  • Tit. Alcolometrico: 13,5% vol.
  • Prezzo: > 55 €
  • Url: www.vecchieterredimontefili.it

Alcune tra le migliori serate "divino" le ho trascorse fin ora in Toscana. In compagnia di un gruppo di amici, ma soprattutto e sempre in presenza del grande Michele, persona che con immensa passione mi ha trasmesso ed insegnato molto sulla cultura del vino e grazie al quale ho scoperto e vissuto momenti davvero unici. Grazie Battì!

Così, all’ultimo incontro Michele appoggia all’insaputa di tutti una bottiglia coperta sul tavolo. Nostra consuetudine quest’ultima. Ci divertiamo, siamo ragazzi!

Quindi, nel calice mi ritrovo uno splendido vino dal colore granato, non troppo carico, luminoso e dalla setosa stoffa. Incuriositi, immediatamente tutti lo portiamo al naso. Dopo alcuni minuti di silenzio generale e certi sguardi attoniti esclamo soddisfatto: "questo è un Sangiovese!"

Scopriamo la bottiglia e leggiamo: ANFITEATRO 1997

E che Sangiovese. Di quelli veri, elegante, di grande intensità. Esprime al meglio la nobiltà di questo vitigno toscano. Un bagaglio olfattivo importante. Sanguigno, floreale, frutta matura, spezie e tabacco. "Tanta roba" come si dice da quelle parti. Di grande pulizia, sia al naso che successivamente all’assaggio.

In bocca è austero, proprio ora nel pieno del suo equilibrio. Un sorso ancora fresco, con tannino ben inserito, elegante, mai pesante, dal finale lungo. Un Sangiovese purosangue che ha bisogno forse di essere aspettato, ma che dopo quattordici anni ha regalato emozioni pure.

Ora resta solamente la curiosità di assaggiarlo “giovane”.

Stay tuned.

♥♥♥♥♥

Marzieno - Fattoria Zerbina in Verticale - Seconda parte

Ed eccomi a parlare della bellissima degustazione avvenuta alcune settimane fa in compagnia di amici appassionati, in occasione di una piccola verticale di Marzieno della Fattoria Zerbina, della quale avevo anticipato alcuni dettagli qui.

Le bottiglie accuratamente prelevate dalla cantina sono state stappate alcune ore prima dell’inizio della serata, in modo da farle acclimatare e respirare in modo adeguato. A parte il tappo dell’annata 2000, che si è rotto all’interno del collo della bottiglia durante l’apertura (dopo successiva decantazione per eliminare i residui, il vino non sembrava aver problemi), i tappi di tutti gli altri millesimi erano in perfetto stato e il contenuto di nessuna di esse presentava alcun difetto o quant’altro.

All’arrivo di tutti i compagni di degustazione, nonché colleghi AIS, tutte le annate sono state versate nei rispettivi calici e messe in posizione. Così la serata ha preso il via…

Veniamo quindi alla degustazione:

Marzieno 2005:

Di colore rosso rubino, limpido, non troppo impenetrabile, consistente e vivo. Ha profumi fruttati e floreali freschi, spezie e bella balsamicità, intenso e complesso, con il legno ben inserito. In bocca il tannino è ruspante, di ottima freschezza e mineralità, sicuramente persistente ed ancora spostato più sulle durezze. Sicuramente un “bimbo” con della stoffa e un futuro da grande campione.

Marzieno 2004:

Di colore rosso rubino più intenso e meno trasparente del 2005. Ha profumi di frutta matura, fiori in essicamento, spezie ed una nota laccata in chiusura. Ancora un tannino importante all’assaggio, ma in generale è più “pesante” del primo, riempie. Avendo davanti a sé ancora tempo per poter evolvere, per ora non ha entusiasmato come le altre annate.

Marzieno 2003:

L’annata calda! Il colore di questo vino è forse più simile al 2005, abbastanza limpido per via di un leggero residuo dovuto all’invecchiamento in bottiglia, consistente ed impenetrabile. Il naso è ricco, frutta matura o in confettura, anche qui una bella nota floreale che sembra accomunare tutte le annate fin ora degustate, spezie dolci ed una leggera presenza del legno piccolo che spicca leggermente. Al palato il tannino è levigato, risulta morbido e fresco. Molto più equilibrato rispetto ai precedenti, davvero elegante. L’annata calda che in alcuni vini si fa sentire, in questo Marzieno 2003 non è presente. Grande soddisfazione.

Marzieno 2002:

L’annata piovosa! In effetti questo 2002 ha un colore molto più scarico delle precedenti versioni, di buona trasparenza e limpido, il colore rosso vira ormai su note granate. I profumi sono eleganti, frutta cotta e spezie. Anche qui troviamo la ricorrente ed invitante nota floreale, pepe rosa macinato ed una particolare nota di oliva nera che affascina tutti. Sicuramente complesso e fine al naso. Il sorso è meno corposo rispetto alle precedenti versioni, con il tannino levigato e le parti morbide in perfetto equilibrio con le durezze. Sicuramente il 2002 è stata un annata particolare, non v’è dubbio. Diverso, ma a noi questo Marzieno è piaciuto parecchio.

Mrzieno 2001:

Il fuoriclasse! Dal colore rosso granato vivo, impenetrabile limpido e consistente. Elegante al naso, frutta dolce in confettura, fiori appassiti, bella balsamicità e speziatura, le note olfattive in questo 2001 sono davvero eccellenti. In bocca entra morbido, il tannino è lineare, freschezza e mineralità ne determinano ancora una lunga vita, equilibrato ed intenso. Deglutendo rimane parecchio il frutto, fine ed armonico. Una grande annata e un ottimo vino.

Marzieno 2000:

Il colore di questa annata tende già sui toni del rosso aranciato, opaco e stanco. Al naso è praticamente impostato sui sentori terziari, canditi e cotti. In bocca rispecchia a grandi linee i suoi fratelli più giovani, coperto però da una nota aranciata e stanca appunto. E qui mi sorge il dubbio che il tappo rotto all’apertura delle bottiglie, che inizialmente sembrava non aver creato problemi, abbia in qualche modo affrettato i processi di ossidazione. Da riassaggiare.

Le conclusioni a detta di tutti sono state positive, amichevolmente abbiamo ribattezzato il Marzieno un "Superumagnol" sulla scia dei vini Toscani. Per la sua tipologia è un prodotto ben fatto, longevo e con una bella nota fruttato/floreale che lo caratterizza e ne va a creare un filo conduttore che lo accompagna anno dopo anno. Ottimo l’utilizzo del legno piccolo che va solo a migliorare la qualità del vino senza predominare. Ennesima considerazione da tener presente, non meno importante è la qualità in base al prezzo del prodotto che abbiamo trovato davvero soddisfacente. Quindi:

2005: grande prospettiva da campione gli riserva il futuro.

2004: speriamo possa evolvere in meglio. Il millesimo meno apprezzato.

2003: quando l’azienda lavora bene anche in un millesimo caldo si possono trovare grandi vini.

2002: a volte l’essere diversi regala emozioni diversamente piacevoli.

2001: ennesima conferma di una annata che resterà nella storia.

Voglio ringraziare tutti gli amici presenti, grazie ai quali la serata è trascorsa serenamente e nel migliori dei modi. Alla prossima degustazione.

Marzieno - Fattoria Zerbina in Verticale HomeMade

Mercoledì 26 Gennaio ore 20:00 l’appuntamento è nella mia piccola taverna, (che faticosamente ho allestito e che esprime tutta la passione e l’amore che nutro per il vino), con 7 amici appassionati, come il sottoscritto, per una verticale homemade di Marzieno. Un vino al quale sono particolarmente legato e che come scrive l’azienda qui è…

"Nato sulla scia dell’esperienza toscana, il Marzieno ha saputo con gli anni costruirsi una propria personalità e soprattutto una propria credibilità, tanto da risultare negli ultimi anni, secondo la critica, tra i pochi vini rossi della nostra regione a poter competere con i migliori rossi italiani della sua tipologia. Negli ultimi anni, pur continuando a mantenere una solida intelaiatura data dal sangiovese, il taglio del Marzieno ha visto l’introduzione, accanto al cabernet sauvignon, di altri vitigni come il syrah e il merlot. Di più lunga data è invece la presenza di ancellotta, che raramente supera tuttavia il 2-3%.  VITIGNI: Sangiovese (60-80%), Cabernet Sauvignon (10-20%), Merlot (10-20%), Syrah (massimo 15%), Ancellotta (massimo 3%) VINIFICAZIONE: parte in vasche di acciaio di media capacità e parte in tonneaux di rovere francese, con macerazione di 15-21 giorni AFFINAMENTO: in barrique di rovere francese da 225 litri (30% nuove) più una piccola percentuale di rovere americano. PRODUZIONE MEDIA: 20.000 bottiglie e 300 magnum"

Una serata all’insegna della convivialità e dell’amicizia, in cui questa passione comune ci unisce per discutere dell’unico assoluto protagonista: il vino.

Al termine della degustazione verranno serviti:

Antipasto: Crostini salsiccia e stracchino  - Primo: Penne all’ubriaca - Secondo: Arrosto di vitello con speck e scamorza - Contorno: Crumble di patate alle erbe aromatiche - Dolce: Selezione di cioccolata.

To be continued…

Pietramora 2003 - Fattoria Zerbina

  • Produttore: Fattoria Zerbina
  • Vino: Sangiovese di Romagna Superiore Riserva “Pietramora
  • Denominazione: Sangiovese di Romagna D.O.C.
  • Vitigno: Sangiovese - Ancellotta max 5%
  • Annata: 2003
  • Tit. Alcolometrico: 15% vol
  • Prezzo: 22/28 €
  • Urlhttp://www.zerbina.com

Siamo in Romagna, più precisamente sulle colline faentine, alla sinistra del torrente Marzeno e dell’omonima frazione. Qui si trova la Fattoria Zerbina circondata dai vigneti di proprietà, nei quali il favorevole microclima permette all’Albana di sviluppare la muffa nobile da cui si ottengono L’Arrocco, lo Scacco Matto e l’AR. Mentre nelle zone più alte del podere il Sangiovese, che rappresenta l’80% delle uve a bacca rossa dell’azienda, raggiunge un’ottima maturazione e va a produrre tra gli altri, il Marzieno, con l’incremento di vitigni internazionali, e il Pietramora appunto.

Qui alcune foto scattate poco tempo fa durante l’ultima visita fatta in azienda.

Sicuramente il Pietramora è uno dei vini di punta della Fattoria Zerbina, prodotto solo nelle annate migliori, vino che ,come scrivono loro, "riflette il carattere dell’annata". Dopo la pigiatura vinifica in acciaio per 15/20 giorni con successiva malolattica e inveccchiamento in tonneaux per un periodo di circa 24 mesi, a cui segue un ulteriore riposo in bottiglia prima della messa in commercio.

Classica bottiglia bordolese scura, con etichetta di color nero, in cui vi è raffigurato qualcosa che potrebbe ricordare degli “schizzi” di vino di colore arancio-rosso, oppure ancora, delle “fiammate”, che una volta gustato il vino, ritengo ne rappresentino davvero bene il carattere.

Stappando la bottiglia trovo il tappo ancora perfetto, più lungo rispetto ai soliti, profumato e abbastanza morbido. Il vino nel bicchiere è limpido, rosso perfettamente granato, impenetrabile e denso. Girando il calice gli archetti al suo interno scendono fitti e lenti, sicuramente consistente.

Portandolo al naso è di grande intensità. Il balsamico in primis spicca su tutto e va a riempire le narici. Poi frutta sotto spirito, marasca, giuggiola, ciliegia, e tanta prugna. Note laccate come l’acetone, ancora cioccolato, mentolato, liquirizia e tabacco. Inizialmente si fa sentire il legno, troppo per i miei gusti, poi lentamente cede lo spazio, e ben si amalgama al frutto. Mirto, anice e cannella, di nuovo balsamico. Leggeri sentori di cuoio, torna la frutta. Davvero elegante, grande complessità e finezza in questo Sangiovese di Romagna. 

In bocca entra morbido e caldo, un sicuro e bilanciato tannino si fa largo non sovrastando sul resto, buona freschezza e mineralità. Di lunga beva ed equilibratissimo. Grande corpo e fine anche in bocca. Deglutendo torna al naso il suo frutto, grande balsamicità ed invoglia ad un altro sorso, lasciando in bocca una piacevole sensazione di frutta matura.

Non si può dire di certo che sia un vino maturo, anzi è proprio nel pieno della sua vita. Secondo me una tra le migliori espressioni del Sangiovese di Romagna. Ho degustato annate più giovani e devo dire che ha bisogno di farsi aspettare, in gioventù forse è troppo “nervoso”. Vino sicuramente armonico, magari non nei primi anni, ma adesso è perfetto. Come abbinamento proporrei una preparazione a base di selvaggina, come questo Cinghiale al vino rosso o comunque una carne brasata.

Quattro cuoricini pieni, ed anche qualcosa in più.

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